Locandina mostra Deggiovanni

Le regole del corpo. Norma e arbitrio | mostra Aula Magna, Bologna

 

LE REGOLE DEL CORPO. NORMA E ARBITRIO
Dalla tradizione di studio nell’Accademia di Belle Arti di Bologna alla contemporaneità dei moderni linguaggi della video arte.
A cura di Piero Deggiovanni, Valeria Roncuzzi e Camilla Roversi Monaco
Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti, via Belle Arti 54 (20 maggio – 30 giugno 2016)

L’esposizione è articolata in due sezioni. Nella prima, disegni, stampe, libri, e gessi, offriranno uno specimen sulla raffigurazione del corpo tra arte e scienza nel periodo sette-ottocentesco, con ricchezza di spunti e di approfondimenti, grazie a tanti pezzi di natura e tecnica diverse.
La seconda sezione ci sbalza nel contemporaneo, dove la video arte e la performance ci introducono alle molteplici connotazioni del corpo come sede di dissidi, conflitti, confronti ed interrogazioni identitarie, ontologiche ed esistenziali. Il corpo viene indagato e rappresentato da artisti di livello internazionale, come Amaducci, Manca, Leoni, Mastrangelo, Apotropia, Insana, Pires, De Feo, Lunardi, Sissi.

IL CORPO E LA VIDEO ARTE
Fin dalle prime sperimentazioni, negli anni Sessanta del XX secolo, la video arte si interessa al corpo in virtù di quel principio meccanico che li avvicina intimamente: il movimento.
In linea con l’estetica concettuale, dominante fino alla fine degli anni Settanta, la video arte tende a descrivere il corpo per come è, ma a partire dal decennio successivo, e ancor di più in tempi recenti, fino ad oggi, la sensibilità postmoderna, relativista ed ermeneutica, indica il corpo per come potrebbe diventare.
Oggi la video arte sta evolvendo allontanandosi sempre più dal suo linguaggio tradizionale.
All’integrazione dei software dedicati alla post produzione è corrisposta l’ibridazione dei temi e delle poetiche, rendendo incerti i confini tra i generi.
Così come l’interesse per il corpo, da sempre al centro delle opere di video arte, da analitico diviene allegorico, inserendo elementi di narrazione in un contesto simbolico.
Le opere qui proposte offrono una panoramica di questo sviluppo linguistico dove il corpo viene indagato e rappresentato su più versanti:
• memorie private che si sommano ad archetipi e descrizioni scientifiche (Amaducci, Manca);
• la relazione di coppia e il mito dell’androgino (Leoni, Mastrangelo);
• la percezione del sé corporeo in relazione allo spazio (APOTROPIA, Insana);
• morte e rinascita (Pires, De Feo);
• la medicina intesa come accanimento sperimentale disumanizzante (Lunardi).

http://www.ababo.it/ABA/2016/05/09/le-regole-del-corpo-norma-e-arbitrio/

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